16 Mar
@NordicFocus

E' finita con la vittoria del più forte. Quest'anno sono riuscito a battere Johannes Hoesflot Klaebo un paio di volte e spero che, nei prossimi anni, non migliori così tanto come ha fatto negli ultimi tre anni altrimenti diventerà quasi impossibile da sconfiggere. Se l'anno scorso la Coppa del Mondo l'ho persa io, quest'anno più di così, davvero, non potevo fare: onore a lui, perché anche alle Olimpiadi è stato più forte di me. Da parte mia, conclusa quest'annata di gare penserò a cosa fare, ancora, per migliorare. Studiando Klaebo ma anche gli altri miei avversari. E, soprattutto, ascoltando il mio corpo e le sensazioni che mi trasmetterà. Oggi sono riuscito a fare il massimo che, vista come si era messa la gara, potevo fare. Poteva essere un'altra occasione per mettermi dietro tutti. Klaebo mi ha confidato di aver voluto mettere giù dura la Finale per evitare di arrivare in volata e rischiare di perdere come a Lahti e io ho cercato di fare la mia gara, stando coperto perché all'inizio non riuscivo a far girare le gambe e giocando le mie carte nell'ultima parte. Mi sono sentito un po' come Pac- Man quando si mangiava gli avversari. Sono riuscito a recuperare due posizioni passando Petterson e Chanavat dopo aver scollinato al quarto posto. Forse le energie iniziano a venire meno e anche per questo sono molto contento della mia gara. La semifinale è stata durissima con Bolshunov che ci ha tirato il collo chiudendo la batteria con un tempo più basso di quello fatto segnare in qualificazione. Ora penserò al finale di stagione e alle ultime due gare del mini tour di Falun, le due prove distance. Non sarà facile mantene la concentrazione e gli stimoli in gare che non sono proprio le mie. Poi sarà il momento della festa. Quella che organizzeranno i miei tifosi del Chicco Pellegrino Fan Club ad inizio aprile. E, infine, sarà tempo di vacanze, al mare, con la mia Greta. Ma per il bilancio si fine stagione c'è ancora tempo. 

7 Mar
@NordicFocus

Spero di non dover aspettare altri nove anni prima di passare i quarti di finale. Aver raggiunto la semifinale a Drammen, dove debuttai in Coppa del Mondo nove anni fa, è stato molto positivo solo che poi, in semifinale, sono restato senza energie. Sono comunque soddisfatto perché sono riuscito a fare uno step in più rispetto al passato. Su questa pista cittadina ho sempre fatto molta fatica ed è stato così anche quest'anno: i norvegesi, qui, vanno molto forte ma questa volta posso dire anch'io di aver fatto il mio. Ora torno a casa con tante energie mentali ancora a disposizione. C'è l'ultima gara di Coppa del Mondo da disputare, voglio fare bene e chiudere la stagione con un buon risultato. Falun è una pista che mi piace molto e la voglia di fare è ancora tanta. Il clima di quest'inverno aiuta e non poco. Di solito a marzo trovi neve trasfornata e bagnata e alte temperature che ti invogliano più a pensare alle vacanze che non a sciare. Quest'anno, invece, essermi svegliato a Gressoney-Saint-Jean più volte con il termometro esterno che segnava meno venti gradi mi ha aiutato a restare concentrato. Sciare e allenarmi in queste condizioni è un grande piacere. 

3 Mar
@NordicFocus

Dopo Dresda mi è venuto il pallino di provarci. Essere, insieme ad Hetland, il fondista che ha vinto più gare skating in Coppa del Mondo (nove) era motivo di grande orgoglio e soddisfazione. A quel punto, però, perché non cercare di vincere la decima? Uno stimolo in più, una sensazione che sentivo di avere dentro e che oggi sono riuscito a mettere sugli sci. Quando c'è l'occasione di arrivare davanti a Klaebo la devo sfruttare. Nella mia Lahti, che l'anno scorso mi ha regalato la gioia del titolo mondiale, ho trovato una super giornata nella quale i materiali hanno fatto, ancora una volta, la differenza e nella quale io mio fisico ha risposto alla grande. Aver avuto quell'intoppo in semifinale, quando ho rotto il bastoncino, mi ha dato quell'adrenalina in più che mi è servita in finale. Nella prima parte, quando tutti stavamo giochicchiando, pensavo a quando si sarebbe accesa la gara e alle sensazioni che avrei avuto e che sarei riuscito a trasmettere agli sci. Sono riuscito a tenere i nervi saldi, lasciare gli altri provarci e poi, quando ho deciso di fare la mia azione nell'ultima discesa, a portarmi davanti prima dell'arrivo. Sono davvero contento: questa vittoria mi ha soddisfatto. Dopo PyeongChang e l'obiettivo raggiunto della medaglia pensavo a come mantere la buona condizione fisica e la concentrazione. Avere lo stimolo di diventare il primo fondista al mondo a vincere dieci sprint skating mi ha dato le energie extra per provarci e per riuscirci.Tutto quello che dopo le olimpiadi sarebbe arrivato sarebbe stato un plus. Oggi, quindi, ero relativamente tranquillo: ho fatto le mie solite procedure prima della gara e ho capito di poter contare su materiali velocissimi nella seconda parte della qualifica quando ho fatto segnare il miglior tempo. E adesso penso a Drammen. In quella sprint classica non ho mai superato i quarti di finale in nove anni di partecipazione. Vorrei provare a sfruttare le mie gambe e portare a casa una bella soddisfazione là dove, dieci anni fa, ho corso la prima gara della mia carriera di Coppa del Mondo.

27 Gen
@NordicFocus

Ho raccolto il massimo di quello che il mio fisico, oggi, potesse darmi. Le sensazioni non erano quelle dei giorni migliori ed è normale che fosse così: questa gara e quella di domani arrivano al termine del lungo lavoro di preparazione pre olimpico e sono davvero contento di come il mio fisico abbia risposto alle sollecitazioni della gara. Ho corso bene la mia sprint di Seefeld. Dopo il secondo tempo in qualifica ho cercato di correre già bene i quarti di finali, nonostate l'alto livello della mia batteria, la seconda della serie. Ho preferito fare così per poter avere un po' più di tempo per recuperare prima della semifinale. Ho passato il turno facile ma poi, in semifinale, ho iniziato ad avvertire la stanchezza di questo periodo che si è ripercossa sulle gambe. In finale ho corso bene, cercando di evitare che qualcuno potesse attaccare in salita e mi lasciasse indietro. Sono riuscito a scollinare bene, a restare lì davanti anche se nell'ultima parte atleti con le gambe migliori delle mie mi sono passati davanti. Ma va bene così, perché per poco non sono riuscito a salire di nuovo sul podio. E, guardando alla scaramanzia, anche lo scorso anno, ad Otepaa, nell'ultima Sprint prima dei mondiali chiusi al quarto posto. Ma oggi ho un altro motivo per essere felice: la mia Greta ha centrato il miglior risultato in carriera. E' stato bello vederla là davanti, vincere il quarto di finale e giocarsi delle posizioni importanti. Vederla alla prima top ten della vita in Coppa del Mondo mi ha fatto stare tanto bene. Adesso pensiamo alle prossime gare, sia per me che per lei, con grande serenità. Domani darò il massimo nella gara di massa per svuotare e stancare bene il mio fisico prima di rientrare in Valle d'Aosta e godermi una settimana di recupero prima della partenza per PyeongChang.

20 Gen
@NordicFocus

La condizione non è male. Stavo facendo una buona prova di qualifica e nella salita più lunga avevo appena effettuato una bella accellerata recuperando un po' di secondi sui miei avversari. Poi in discesa, nell'ultima curva, sul ghiaccio, mi si è infilato lo sci nella neve smossa e, a livello muscolare, non ho avuto la risposta necessaria per reggermi in piedi ed evitare la caduta. E' stata una situazione che poteva succedere e alla quale ero, in un certo senso, preparato. In settimana abbiamo lavorato tanto e, dopo la prova ripetuta di mercoledì, avevo la muscolatura delle gambe davvero provata. Siamo stati anche sfortunati perché il nostro fisioterapista Erik Benedetto si è ammalato durante il raduno a Passo Lavazé e abbiamo così svolto un giorno di recupero in meno attraverso i massaggi con Claudio Saba, nostro precedente fisioterapista, richiamato al lavoro. Abbiamo fatto il massimo ma oggi, nel momento nel quale ho perso l'equilibrio e ho cercato di richiamare i quadricipiti per rimettermi in piedi come di solito riesco a fare in queste situazioni, non c'è stata risposta e sono caduto a terra. Peccato, perché avrei voluto chiudere questa sprint classica con ulteriori indicazioni positive per poter impostare meglio il programma di allenamento da qui alle olimpiadi. A livello organico stavo comunque disputando una buona prova e resto dell'idea che la sprint classica a PyeongChang sarà una gara nella quale potrò fare bene. Le ultime indicazioni su come starò davvero le avrò nella sprint di Seefeld. 

14 Gen
@NordicFocus

Ci aspettavamo delle risposte e averle avute ci rende tranquilli e molto soddisfatti. Tutti siamo stati perfetti: da me e Diddi che non abbiamo sbagliato nulla in gara, al fisio che mi ha rimesso le gambe in grado di reggere i ritmi della team sprint e agli skiman che, come d'abitudine, ci hanno fornito materiali straordinari. La gara a coppie di Dresda è la seconda che vinco con Noeckler e, come a Planica nel 2016, arriva dopo il primo posto nella sprint del giorno prima. E' stato un'altro fine settimana da ricordare nel quale tutto è filato per il verso giusto. Non c'era niente di scontato in questa team sprint. In semifinale siamo stati bravi a tenerci fuori dai contatti e dalle cadute che, già dalla semifinale, hanno caratterizzato la gara. In finale i norvegesi hanno provato la fuga ma la tattica non è stata granché perché Klaebo si è trovato in fondo al gruppo nell'ultima frazione e ha dovuto spendere energie prezione per tornare davanti. Il mio fisico ha risposto alla grande e, nell'ultima parte, quando ho deciso di cambiare ritmo e di accelerare, ci sono riuscito. Sono quattro anni di fila che non scendiamo dal podio di Coppa del Mondo in questo format di gara: una situazione che ci fa pensare molto positivo in chiave olimpica. Era importante per me capire se avessi avuto ancora il buono spunto dopo aver messo alla frusta il mio fisico. Essere riuscito ad andare davanti al gruppo e a restarci sino al traguardo mi dà molta fiducia. Queste due gare hanno rappresentato un bel salto mentale in avanti. Ora rientriamo in Italia, a Passo Lavazé per il raduno pre olimpico. Poi, diretti, a Planica per la nuova tappa di Coppa del Mondo.  

13 Gen
@NordicFocus

Sono molto felice della mia gara perché correre nelle sprint cittadine non è mai facile. Oggi è stato complicato dal punto di vista tattico e sono soddisfatto per come sono riuscito a gestire le varie fasi di gara e per le ottime sensazione che ho percepito dal mio corpo. In una prova su un circuito così particolare e pieno di insidie bisogna restare fuori dai guai e farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Mi sto accorgendo di iniziare a perdere un pochino di brillantezza nelle fasi iniziali che sino a qualche anno fa erano la mia carta vincente ma riesco ad essere sempre molto efficace supplendo con l'esperienza e con la tattica. Così sono riuscito a capire quando era il momento giusto per attaccare e per portami nelle posizioni che servivano per provare a vincere. Ora so che lo spunto c'è in questo momento della stagione è un gran bel segnale che mi dà tanta fiducia. Non mi resta che fare una gran bella gara domani, nella team sprint. La mia undicesima vittoria in Coppa del Mondo è stata una prima volta su un circuito cittadino ed è stata la prima volta, in stagione, nella quale sono stato più veloce di Klaebo. Tutto sta procedendo secondo quando avevamo ipotizzato con il mio allenatore Seb. Chenetti ad inizio stagione. Ora si tratta di continuare su questa strada, tenendo alta la concentrazione. Considero lo sci di fondo un centro benessere all'aria aperta. Belle, e ben organizzate, le sprint come questa di Dresda ma la considerazione da fare è un'altra: dobbiamo portare lo sci di fondo in città o è la città che va portata nel regno del nostro sport? 

5 Gen

“Li guardi negli occhi e li vedi sorridere, sempre. Contenti di potersi divertire e di godere di quello che fanno”. Federico Pellegrino, questa mattina a Saint-Barthélemy non era il campione del mondo di sci di fondo. Era un uomo, uno dei tanti insieme alla ventina di maestri di sci e alla quarantina di ragazzi diversamente abili che hanno vissuto una giornata speciale. In “Tutti sugli sci” con Chicco Pellegrino il centro del mondo era lo sci di fondo. Nell'accezione più bella del termine. Perché lungo l'anello battuto poco sopra il paese – e con vicino la tensostruttura nella quale la pro loco Les Neuveins ha cucinato e servito il pranzo per tutti – i ragazzi hanno avuto la possibilità di iniziare a dare del tu allo sci che tanto ama Federico. L'offerta del Chicco Pellegrino Fan Club, dello sci club Saint-Barthélemy, e della pro loco è consistita nel proporre un supporto concreto a persone con differenti disabilità. “ Abbiamo messo loro a disposizione – dice Stephanie Mathiou – l'attrezzatura specifica secondo la tipologia della disabilità dello sciatore e un maestro di sci di fondo specializzato. Oggi c'era anche Federico ed è stato emozionante vedere la gioia negli occhi di chi era lì anche per potergli stringere la mano e soddisfare, con una domanda, una curiosità”. Chicco ha accolto i ragazzi sciatori per poi accompagnarli con lo sguardo durante i loro primi passi sugli sci. A disposizione c'era anche la slitta donata dal Fan Club alla Disval. Poi, dopo pranzo, ha raccontato se stesso svelando un po' di retroscena delle gare di Coppa del Mondo. “Tornate a trovarmi qui; questo è il mio mondo, quello dove sono cresciuto e dove ho scoperto il mio amore per lo sci” - ha detto -. “L'iniziativa – ha precisato Mathiou – andrà avanti per tutta la stagione sciistica. Basta contattare il numero del Fan Club (347-6260233) per usufruire, gratis, dell'attrezzatura, del maestro e di un buono pasto valido presso uno dei ristoranti di Saint-Barthelemy”. Federico si volta e saluta. Poi, prima di tornare ad allenarsi nella sessione pomeridiana dedicata alla palestra, aggiunge: “Credo sia stata un'esperienza di vita anche per i ragazzi dello sci club che hanno potuto essere con noi oggi. Avevo già vissuto un'esperienza simile nel cuneese, in passato. Poterlo fare qui a Saint-Barthélemy, in mezzo e grazie all'aiuto della mia gente e potendo dare anche una mano al paese, mi riempie di orgoglio. Ora tocca a me saper fare quello che la vita mi ha regalato: sciare”.

30 Dic
@NordicFocus

E' stata una delle sprint più faticose della mia vita. Le brutte sensazioni dei giorni scorsi, quelle sentite dopo i campionati italiani, non sono andate via nemmeno nella gara diLenzerheide, su una pista che amo. Ma questo secondo posto vale oro perché con le mie gambe che girano bene posso fare ben altro. E' un periodo di carico e il fisico non ha risposto al meglio. So che è normale che sia così anche se mi immaginavo di fare meno fatica e di poter tenere testa sino all'ultimo metro a Sergey Ustiugov, oggi davvero il più forte. Ho provato l'attacco in discesa ma lì ho capito che le gambe non erano quelle dei giorni migliori e che non mi avrebbero permesso di passare davanti e di resistere sino al traguardo. Ho dovuto accodarmi, tenere duro sino al traguardo, finire secondo e far passare qualche minuto in pieno acido lattico prima di riprendermi. Il mio sport è anche questo ed è giusto e bello così. A Lenzerheide ritrovo sempre gli stessi avversari perché oltre ad Ustiugov anche Finn Hagen Krogh va sempre molto forte: in semifinale è stato difficile e avvincente gareggiare con loro. L'avvicinamento ai giochi olimpici sta procedendo come da programma: resto al Tour de Ski e continuo sino alla sprint classica di Oberstdorf. Poi rientrerò a casa e preparerò le gare di gennaio.  

29 Dic
@NordicFocus

E con la testa, oggi, è stato un attimo tornare a due anni fa, alla mia prima vittoria a Lenzerheide. Sensazioni e risultato compreso, con la vittoria appena arrivata. Me ne sono stato sul tracciato a rivivermi quei grandi momenti di sport anche se adesso non mi sento al 100% della condizione perché sto accusando un po’ i campionati italiani disputati, mercoledì scorso, sotto la pioggia. So anche, però, che domani sarà un altro giorno nel quale, spero, avvertirò altre sensazioni. Ho tanta voglia di fare bene; le mie motivazioni sono massime. Su questa pista due anni fa avevo vinto e, in questa prima tappa del Tour de Ski, vorrei di nuovo ripetermi. Gli altri non staranno certo a guardare e su questo tracciato saranno da temere soprattutto i russi. Ma non ci saranno solo loro. Dovrò tenere d’occhio i norvegesi, i francesi e gli americani su tutti. Voglio stare tranquillo, vivermi e gestirmi la gara punto per punto ad iniziare dalle qualifiche. Le condizioni annunciano neve e temperature più elevate a quelle, fredde, di oggi. Condizioni che, sulla carta, non sono le mie ma sono le stesse che ho trovato a Lahti lo scorso anno quando ho vinto il titolo mondiale. Di conseguenza devo solo restare tranquillo e trovare tutte le mie forze mentali per godermi questa gara che mi piace parecchio.

9 Dic
@NordicFocus

Ho corso per vincere e, durante la gara, mi sono reso conto che la vittoria sarebbe stata molto difficile da ottenere. Ho cercato di giocare le mie carte sin dalla scelta del quarto di finale per puntare dritto alla terza vittoria su quella che sento essere la mia pista. Ho dovuto accettare la sconfitta da quello che è il fondista di questa era e che può diventare quello di tutti i tempi. Sul podio, oggi, sono il vecchietto del gruppo perché sia Klaebo che il russo Bolshunov hanno sei anni meno di me e nelle sprint è un dato che significa molto. Però sono riuscito a resistere cercando di sfruttare la carta dell'esperienza per riuscire ad esprimermi sempre al meglio e sono orgoglioso di essere riuscito ad essere stato così competitivo a Davos perché non volevo sfigurare davanti al mio Fan Club che è venuto qui in massa per sostenermi. Tutti abbiamo fatto il nostro lavoro al meglio: gli skiman mi hanno fornito materiali super, le condizioni metereologiche sono state dalla mia parte perché amo il sole che è venuto fuori con il passare delle ore e io ho fatto il mio. Sono molto fiducioso per il resto della stagione: in queste prime tre sprint sono riuscito ad offrire delle ottime prestazioni che mi fanno capire che il lavoro fatto in estate anche quest'anno è stato quello giusto. Ora so che posso guardare ai Giochi Olimpici di PyeongChang sapendo di partire da un' ottima base.  

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