20 Gen
@NordicFocus

La condizione non è male. Stavo facendo una buona prova di qualifica e nella salita più lunga avevo appena effettuato una bella accellerata recuperando un po' di secondi sui miei avversari. Poi in discesa, nell'ultima curva, sul ghiaccio, mi si è infilato lo sci nella neve smossa e, a livello muscolare, non ho avuto la risposta necessaria per reggermi in piedi ed evitare la caduta. E' stata una situazione che poteva succedere e alla quale ero, in un certo senso, preparato. In settimana abbiamo lavorato tanto e, dopo la prova ripetuta di mercoledì, avevo la muscolatura delle gambe davvero provata. Siamo stati anche sfortunati perché il nostro fisioterapista Erik Benedetto si è ammalato durante il raduno a Passo Lavazé e abbiamo così svolto un giorno di recupero in meno attraverso i massaggi con Claudio Saba, nostro precedente fisioterapista, richiamato al lavoro. Abbiamo fatto il massimo ma oggi, nel momento nel quale ho perso l'equilibrio e ho cercato di richiamare i quadricipiti per rimettermi in piedi come di solito riesco a fare in queste situazioni, non c'è stata risposta e sono caduto a terra. Peccato, perché avrei voluto chiudere questa sprint classica con ulteriori indicazioni positive per poter impostare meglio il programma di allenamento da qui alle olimpiadi. A livello organico stavo comunque disputando una buona prova e resto dell'idea che la sprint classica a PyeongChang sarà una gara nella quale potrò fare bene. Le ultime indicazioni su come starò davvero le avrò nella sprint di Seefeld. 

14 Gen
@NordicFocus

Ci aspettavamo delle risposte e averle avute ci rende tranquilli e molto soddisfatti. Tutti siamo stati perfetti: da me e Diddi che non abbiamo sbagliato nulla in gara, al fisio che mi ha rimesso le gambe in grado di reggere i ritmi della team sprint e agli skiman che, come d'abitudine, ci hanno fornito materiali straordinari. La gara a coppie di Dresda è la seconda che vinco con Noeckler e, come a Planica nel 2016, arriva dopo il primo posto nella sprint del giorno prima. E' stato un'altro fine settimana da ricordare nel quale tutto è filato per il verso giusto. Non c'era niente di scontato in questa team sprint. In semifinale siamo stati bravi a tenerci fuori dai contatti e dalle cadute che, già dalla semifinale, hanno caratterizzato la gara. In finale i norvegesi hanno provato la fuga ma la tattica non è stata granché perché Klaebo si è trovato in fondo al gruppo nell'ultima frazione e ha dovuto spendere energie prezione per tornare davanti. Il mio fisico ha risposto alla grande e, nell'ultima parte, quando ho deciso di cambiare ritmo e di accelerare, ci sono riuscito. Sono quattro anni di fila che non scendiamo dal podio di Coppa del Mondo in questo format di gara: una situazione che ci fa pensare molto positivo in chiave olimpica. Era importante per me capire se avessi avuto ancora il buono spunto dopo aver messo alla frusta il mio fisico. Essere riuscito ad andare davanti al gruppo e a restarci sino al traguardo mi dà molta fiducia. Queste due gare hanno rappresentato un bel salto mentale in avanti. Ora rientriamo in Italia, a Passo Lavazé per il raduno pre olimpico. Poi, diretti, a Planica per la nuova tappa di Coppa del Mondo.  

13 Gen
@NordicFocus

Sono molto felice della mia gara perché correre nelle sprint cittadine non è mai facile. Oggi è stato complicato dal punto di vista tattico e sono soddisfatto per come sono riuscito a gestire le varie fasi di gara e per le ottime sensazione che ho percepito dal mio corpo. In una prova su un circuito così particolare e pieno di insidie bisogna restare fuori dai guai e farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Mi sto accorgendo di iniziare a perdere un pochino di brillantezza nelle fasi iniziali che sino a qualche anno fa erano la mia carta vincente ma riesco ad essere sempre molto efficace supplendo con l'esperienza e con la tattica. Così sono riuscito a capire quando era il momento giusto per attaccare e per portami nelle posizioni che servivano per provare a vincere. Ora so che lo spunto c'è in questo momento della stagione è un gran bel segnale che mi dà tanta fiducia. Non mi resta che fare una gran bella gara domani, nella team sprint. La mia undicesima vittoria in Coppa del Mondo è stata una prima volta su un circuito cittadino ed è stata la prima volta, in stagione, nella quale sono stato più veloce di Klaebo. Tutto sta procedendo secondo quando avevamo ipotizzato con il mio allenatore Seb. Chenetti ad inizio stagione. Ora si tratta di continuare su questa strada, tenendo alta la concentrazione. Considero lo sci di fondo un centro benessere all'aria aperta. Belle, e ben organizzate, le sprint come questa di Dresda ma la considerazione da fare è un'altra: dobbiamo portare lo sci di fondo in città o è la città che va portata nel regno del nostro sport? 

5 Gen

“Li guardi negli occhi e li vedi sorridere, sempre. Contenti di potersi divertire e di godere di quello che fanno”. Federico Pellegrino, questa mattina a Saint-Barthélemy non era il campione del mondo di sci di fondo. Era un uomo, uno dei tanti insieme alla ventina di maestri di sci e alla quarantina di ragazzi diversamente abili che hanno vissuto una giornata speciale. In “Tutti sugli sci” con Chicco Pellegrino il centro del mondo era lo sci di fondo. Nell'accezione più bella del termine. Perché lungo l'anello battuto poco sopra il paese – e con vicino la tensostruttura nella quale la pro loco Les Neuveins ha cucinato e servito il pranzo per tutti – i ragazzi hanno avuto la possibilità di iniziare a dare del tu allo sci che tanto ama Federico. L'offerta del Chicco Pellegrino Fan Club, dello sci club Saint-Barthélemy, e della pro loco è consistita nel proporre un supporto concreto a persone con differenti disabilità. “ Abbiamo messo loro a disposizione – dice Stephanie Mathiou – l'attrezzatura specifica secondo la tipologia della disabilità dello sciatore e un maestro di sci di fondo specializzato. Oggi c'era anche Federico ed è stato emozionante vedere la gioia negli occhi di chi era lì anche per potergli stringere la mano e soddisfare, con una domanda, una curiosità”. Chicco ha accolto i ragazzi sciatori per poi accompagnarli con lo sguardo durante i loro primi passi sugli sci. A disposizione c'era anche la slitta donata dal Fan Club alla Disval. Poi, dopo pranzo, ha raccontato se stesso svelando un po' di retroscena delle gare di Coppa del Mondo. “Tornate a trovarmi qui; questo è il mio mondo, quello dove sono cresciuto e dove ho scoperto il mio amore per lo sci” - ha detto -. “L'iniziativa – ha precisato Mathiou – andrà avanti per tutta la stagione sciistica. Basta contattare il numero del Fan Club (347-6260233) per usufruire, gratis, dell'attrezzatura, del maestro e di un buono pasto valido presso uno dei ristoranti di Saint-Barthelemy”. Federico si volta e saluta. Poi, prima di tornare ad allenarsi nella sessione pomeridiana dedicata alla palestra, aggiunge: “Credo sia stata un'esperienza di vita anche per i ragazzi dello sci club che hanno potuto essere con noi oggi. Avevo già vissuto un'esperienza simile nel cuneese, in passato. Poterlo fare qui a Saint-Barthélemy, in mezzo e grazie all'aiuto della mia gente e potendo dare anche una mano al paese, mi riempie di orgoglio. Ora tocca a me saper fare quello che la vita mi ha regalato: sciare”.

30 Dic
@NordicFocus

E' stata una delle sprint più faticose della mia vita. Le brutte sensazioni dei giorni scorsi, quelle sentite dopo i campionati italiani, non sono andate via nemmeno nella gara diLenzerheide, su una pista che amo. Ma questo secondo posto vale oro perché con le mie gambe che girano bene posso fare ben altro. E' un periodo di carico e il fisico non ha risposto al meglio. So che è normale che sia così anche se mi immaginavo di fare meno fatica e di poter tenere testa sino all'ultimo metro a Sergey Ustiugov, oggi davvero il più forte. Ho provato l'attacco in discesa ma lì ho capito che le gambe non erano quelle dei giorni migliori e che non mi avrebbero permesso di passare davanti e di resistere sino al traguardo. Ho dovuto accodarmi, tenere duro sino al traguardo, finire secondo e far passare qualche minuto in pieno acido lattico prima di riprendermi. Il mio sport è anche questo ed è giusto e bello così. A Lenzerheide ritrovo sempre gli stessi avversari perché oltre ad Ustiugov anche Finn Hagen Krogh va sempre molto forte: in semifinale è stato difficile e avvincente gareggiare con loro. L'avvicinamento ai giochi olimpici sta procedendo come da programma: resto al Tour de Ski e continuo sino alla sprint classica di Oberstdorf. Poi rientrerò a casa e preparerò le gare di gennaio.  

29 Dic
@NordicFocus

E con la testa, oggi, è stato un attimo tornare a due anni fa, alla mia prima vittoria a Lenzerheide. Sensazioni e risultato compreso, con la vittoria appena arrivata. Me ne sono stato sul tracciato a rivivermi quei grandi momenti di sport anche se adesso non mi sento al 100% della condizione perché sto accusando un po’ i campionati italiani disputati, mercoledì scorso, sotto la pioggia. So anche, però, che domani sarà un altro giorno nel quale, spero, avvertirò altre sensazioni. Ho tanta voglia di fare bene; le mie motivazioni sono massime. Su questa pista due anni fa avevo vinto e, in questa prima tappa del Tour de Ski, vorrei di nuovo ripetermi. Gli altri non staranno certo a guardare e su questo tracciato saranno da temere soprattutto i russi. Ma non ci saranno solo loro. Dovrò tenere d’occhio i norvegesi, i francesi e gli americani su tutti. Voglio stare tranquillo, vivermi e gestirmi la gara punto per punto ad iniziare dalle qualifiche. Le condizioni annunciano neve e temperature più elevate a quelle, fredde, di oggi. Condizioni che, sulla carta, non sono le mie ma sono le stesse che ho trovato a Lahti lo scorso anno quando ho vinto il titolo mondiale. Di conseguenza devo solo restare tranquillo e trovare tutte le mie forze mentali per godermi questa gara che mi piace parecchio.

9 Dic
@NordicFocus

Ho corso per vincere e, durante la gara, mi sono reso conto che la vittoria sarebbe stata molto difficile da ottenere. Ho cercato di giocare le mie carte sin dalla scelta del quarto di finale per puntare dritto alla terza vittoria su quella che sento essere la mia pista. Ho dovuto accettare la sconfitta da quello che è il fondista di questa era e che può diventare quello di tutti i tempi. Sul podio, oggi, sono il vecchietto del gruppo perché sia Klaebo che il russo Bolshunov hanno sei anni meno di me e nelle sprint è un dato che significa molto. Però sono riuscito a resistere cercando di sfruttare la carta dell'esperienza per riuscire ad esprimermi sempre al meglio e sono orgoglioso di essere riuscito ad essere stato così competitivo a Davos perché non volevo sfigurare davanti al mio Fan Club che è venuto qui in massa per sostenermi. Tutti abbiamo fatto il nostro lavoro al meglio: gli skiman mi hanno fornito materiali super, le condizioni metereologiche sono state dalla mia parte perché amo il sole che è venuto fuori con il passare delle ore e io ho fatto il mio. Sono molto fiducioso per il resto della stagione: in queste prime tre sprint sono riuscito ad offrire delle ottime prestazioni che mi fanno capire che il lavoro fatto in estate anche quest'anno è stato quello giusto. Ora so che posso guardare ai Giochi Olimpici di PyeongChang sapendo di partire da un' ottima base.  

8 Dic
@NordicFocus

Sono curioso. Curioso di vedere e di capire cosa saprò fare su una pista che mi piace sempre molto e sulla quale ho vinto due volte. E, soprattutto, di sentire come starò nel primo appuntamento dell'anno con la mia tecnica, quella libera. E, in più, sulle Alpi e sulla mia pista. Ho tanta voglia di mettermi in gioco e di fare bene ma dovrò essere bravo ad azzerare tutto e a ricominciare da capo. Perché da questo pomeriggio è iniziato a nevicare e tutte le sensazioni che ho avuto oggi saranno, probabilmente, da dimenticare. Sino allo scorso anno la neve nuova, fresca, non era la mia neve ma da quando ho vinto il mondiale di Lahti su quel tipo di condizione non posso più nascondermi perché so che posso fare bene anche su quel fondo più molle e lento. Non mi sembra male: sto bene e sono carico. Ma devo stare concentrato. L'obiettivo? Non lo so perché voglio essere molto attento in qualifica e, in base all'esito del giro cronometrato, potrò trarre tante indicazioni utili per il resto della gara. E' una fase che va gestita molto bene: la pista è dura e la qualifica si articola su due giri, diventando molto lunga e impegnativa. Poi, sarò pronto a dare battaglia. Sono felice di avere a bordo pista i miei tifosi del Fan Club che partiranno da Nus nella notte per essere a Davos di prima mattina.

2 Dic
@NordicFocus

Non posso ritenermi soddisfatto della gara di oggi anche se qualche, piccolo, elemento positivo l'ho riscontrato. Partiamo da lì. In qualifica ero un po' imballato e non sono riuscito a dare tutto ma è che proprio più di quello non potevo andare. Poi, nei quarti, la situazione è migliorata. Il distacco rispetto ai più veloci è diminuito anche se la scelta azzardata di schierarmi nel quarto di finale più difficile insieme a Klaebo, Ustiugov e Golberg non ha pagato. Puntavo ad una batteria veloce e, invece, la neve ha smesso di cadere e la pista si è velocizzata sempre più permettendo a chi ha gareggiato dopo di me di abbassare i tempi di percorrenza. Speravo di passare come ripescato, considerando quanto sta andando forte Klaebo e, invece, è andata in modo differente anche se sono abbastanza contento del mio rendimento sull’uomo. Prendo questo unico elemento positivo per pensare con fiducia alla prossima sprint, la prima in skating della stagione, sulla pista che a me piace molto di Davos e dove voglio tornare a dimostrare di essere uno degli sprinter più forti. Di sicuro, un Klaebo così è qualcosa di stratosferico per quanto va forte. Però, non mi preoccupo: ad inizio stagione ho sempre fatto fatica e, in queste prime due gare, sono riuscito a incamerare un numero di punti come mai ero riuscito a fare in carriera. I numeri non sono tutto e le sensazioni sono state buone. Per questo sono soddisfatto complessivamente di queste prime gare e guardo con fiducia alle prossime. So di aver fatto un passo avanti rispetto alle scorse stagioni

1 Dic
@NordicFocus

Che condizioni spettacolari ci sono sempre a Lillehammer. Le piste norvegesi regalano emozioni anche solo in allenamento, figuriamoci in gara. Immagino una bella gara, più dura rispetto a Kuusamo perché più lunga e con una percorrenza prevista intorno ai tre minuti e mezzo. Le mie sensazioni sono buone: ho svolto il mio solito pre gara e sono abbastanza tranquillo e rilassato. Domani, però, sarà la solita grande battaglia perché la Norvegia, nazione ospitante, potrà schierare il maxi contingente da venti uomini con un potenziale da qualifica per tutti quanti. Cercherò di far parte anch'io di questo gruppo come avevo già fatto lo scorso anno quando ero riuscito a far segnare il 12° tempo in qualifica. Sarà difficile spuntarla: l'arrivo è molto insidioso perché prima del rettilineo finale ci sarà da affrontare una discesa lunga e tecnica. E' un arrivo che può essere utile in vista di PyeongChang perché simile: si dovrà affrontare in velocità e servirà per capire che rendimento posso avere in un arrivo in tecnica classica di questo tipo. A Kuusamo ho avuto delle conferme sul rendimento in salita e su un arrivo“in fatica”. Ora vediamo come rendo su questa pista. Devo sempre pensare di partire con l'umiltà di pensare che la gara va costruita punto per punto con la testa concentrata sull'insidia più grande: la qualifica. Il gruppo azzurro è cresciuto e in qualifica con me ci saranno anche Enrico Nizzi e Stefan Zelger oltre al mio compagno in Coppa del Mondo Maicol Rastelli e, tra le donne, a Greta Laurent che ritorna, ed è una grande gioia, nel massimo circuito.

26 Nov
@NordicFocus

Ci sono, il check è andato bene. Le risposte che volevo e speravo di sentire, sono arrivate. E sono state tutte positive. Nella sprint classica di venerdì, che ha aperto il mini tour di Ruka e la Coppa del Mondo,  ho capito che tutto il gran lavoro di preparazione estiva è stato quello giusto. Avevo voglia di sfogarmi, mi sono divertito parecchio in gara e il risultato, un quinto posto, è stato anche migliore di quello che mi aspettassi. Nell’individuale in tecnica classica di ieri sono arrivato ad un niente dalla zona punti, riuscendo a fare una bella fatica in gara, di quelle che rinfrancano il morale. Oggi, poi, è stata la giornata della ciliegina sulla torta: nella gara ad inseguimento in skating ho cercato di tenere duro il più possibile, trovandomi a sciare con mostri sacri come Sergey Ustiugov, Dario Cologna e Matti Heikkinen. Il decimo tempo di giornata mi ha dato tanta fiducia: ho fatto il mio e sono molto soddisfatto. Sono state le prime tre gare della stagione e, prima di questo fine settimana, avevo un bel punto di domanda. Al quale ho dato in fretta una risposta. Lo scorso anno, di questi tempi, non ero a questo livello. Facevo fatica e non sapevo bene il perché. Mi sento cresciuto e i primi risultati della stagione hanno dimostrato sul campo le mie sensazioni. Anche i materiali mi hanno dato una bella mano. C’è sempre l’attesa di capire a che livello siamo rispetto alla concorrenza: Rossignol ha lavorato molto bene in estate e gli sci che mi sono stati proposti si sono rivelati essere molto performanti. Il resto lo ha fatto il lavoro del team di skiman, come sempre di altissimo livello. Ora resteremo a Ruka ancora un paio di giorni: domani ho in programma il lungo che, d’abitudine, svolgiamo il giorno dopo la gara, martedì mattina seduta di palestra prima di volare in Norvgia. Poi inizierò a pensare a Lillehammer e alle prossime gare. E a rivedere la mia Greta che si è qualificata per la tappa norvegese di Coppa del Mondo. Sono molto felice. 

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